#Catastore – Gorizia – dopo l’ex-ferramenta Krainer

Prime riflessioni dopo la settimana trascorsa a Gorizia per presentare #catastore, la nostra installazione ambientale che riproduce l’atmosfera di un negozio che vende la catastrofe.


Mentre stavamo allestendo #catastore, all’interno dello spazio dell’ex-ferramenta Krainer, abbiamo avuto tutte e due lo stesso pensiero: la riflessione che avevamo fatto sul tema della catastrofe e della sovraesposizione mediatica del tema non era forse la cosa più semplice e banale a cui si potesse pensare? Se ne parla, in vario modo, da parecchio tempo. Ma allora perché non ci aveva pensato nessun altro dei partecipanti al festival? E soprattutto perché sembra così banale e così “giusta” allo stesso tempo? Forse perché, come ha detto una volta Brancusi, “La semplicità nell’arte è, molto spesso, una complessità risolta.” Pensiamo che questo sia l’effetto di #catastore: un progetto artistico semplice ma non scontato che riesce a non farsi intrappolare dalla facile retorica sull’argomento.

catastore_6Disallestendo l’ex ferramenta Kreimer la sensazione è anche quella di lasciarsi alle spalle un’esperienza soddisfacente di autorganizzazione. L’autonomia con cui siamo riuscit* a significare lo spazio attraverso scelte comunicative, stilistiche ed estetiche appropriate lo hanno reso un luogo inusuale ma capace di far vivere emozioni a chi lo ha attraversato. Guardandoci attorno mentre stacchiamo cavi e ripieghiamo teli, ci rendiamo conto anche del lavoro minuzioso e preciso che abbiamo realizzato in pochissimo tempo: ogni dettaglio è curato con precisione, ogni segno è pensato meticolosamente nel suo senso e nella sua presentazione estetica. Eppure non sembra di aver fatto tutto questo lavoro. Chi è entrato nel negozio nei cinque giorni in cui l’installazione è stata aperta si è trovato di fronte un mondo da esplorare: dalle vetrine, ai banconi, dalle mensole ai cassetti, video, oggetti, scritte e luci colorate. L’installazione era aperta a lasciarsi esplorare.

Certo, c’è ancora molto che si può migliorare, perché si può e si deve sempre migliorare ed è proprio da qui che ripartiremo nelle prossime settimane.

catastore_8Vogliamo metterci nuovamente alla prova, oltre Gorizia ed In\Visible Cities, portare i contenuti ed il linguaggio di #catastore in contesti inusuali ed ora inimmaginabili, estendere la nostra provocazione generando risate amare e riflessioni per chi ci incontrerà. Tutto questo non tanto per auto-compiacemento (che si riduce spesso ad essere una soddisfazione di breve durata), ma perché crediamo che il pubblico abbia qualcosa da dire rispetto a quello che gli abbiamo presentato e che i contenuti da noi scelti e condivisi, uniti alla forma espressiva utilizzata, siano davvero una fonte di stimolo e di incontro tra chi “crea” e chi “consuma”. La sensazione è di aver generato un’installazione che parla attraverso un linguaggio contemporaneo oltre che di aver trattato un tema cruciale in una forma originale. Per noi, parlare di catastrofi attraverso un’installazione costituita da una consistente presenza di video provenienti da internet non ha significato soltanto mettere in risalto la sovraesposizione mediatica degli eventi tragici a cui siamo sottoposti, ma anche, e forse soprattutto, stimolare una riflessione rispetto alla nostra percezione: ci rendiamo conto del meccanismo in cui siamo inserit*?

Entrando a #catastore, il temporary shop della catastrofe, i\le visitator*- clienti hanno dovuto confrontarsi con immagini che già conoscevano, famose, viste e riviste, provenienti dai telegiornali e trasmesse a profusione per giorni e giorni prima di scomparire e far parte del grande dimenticatoio post-mediatico. Confrontarsi con quelle rappresentazioni in un contesto che non è quello privato della propria casa, probabilmente ha fatto sì che quelle stesse immagini abbiano assunto un valore differente, è stato come sottolineare una frase in un libro o incorniciare una fotografia: decontestualizzare quei contenuti e il momento della loro fruizione ha permesso ai visitatori di stabilire una nuova relazione con quelle immagini, la possibilità d’interagire con l’installazione e con i suoi contenuti ha reso la partecipazione più personale e coinvolgente. Le immagini, allora, hanno ripreso a raccontarci una storia: una storia che si connette con la nostra biografia, con il nostro modo di rapportarci agli eventi esterni, con le nostre esperienze di vita.

IMG_2690Per continuare in questo processo di “riappropriazione degli eventi drammatici” abbiamo dato la possibilità di creare una cartolina che narrasse un evento drammatico avvenuto nella propria vita: attraverso la tecnica del collage i visitator* hanno potuto rielaborare e condividere momenti, punti di vista, avvenimenti e fatti personali. Il meccanismo messo in campo ha generato una forte partecipazione da parte del “pubblico” che si è lasciato coinvolgere in questo processo narrativo. Questa ricerca di interattività, anche se non multimediale né tecnologica, ci lascia la sensazione che concepire l’arte come strumento di narrazione biografica sia un passaggio cruciale per una ricerca artistica che parte da l’individuo e dalla relazione con ciò che lo  riguarda.

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#Catastore – Gorizia – 1

Mercoledì 25 maggio – Inaugurazione

La giornata d’inaugurazione dell’installazione #Catastore inizia alle 18:00 allo studio Faganel con un incontro informale tra noi  e gli artisti e appassionati d’arte di Gorizia. Si parla dei cambiamenti generazionali, delle pratiche artistiche e delle risposte che si cercano con l’arte.

Alle 19:00 corriamo all’ex-ferramenta Krainer per l’inaugurazione del festival In/visible cities. C’era il presidente della provincia e il sindaco di Gorizia che di fronte alla nostra installazione ha fatto gli scongiuri (la catastrofe è un prodotto controverso, si sà…)

Tante persone, tanto vino e collage!

Dopo giorni e notti di lavoro finalmente inizia il divertimento, #Catastore è nato e a guardarlo da fuori viene un piccolo groppo alla gola pensando a tre mesi fa quando abbiamo buttato giù su un pezzo di carta la prima idea strampalata che ci è venuta in mente. Quanta strada è stata fatta in così poco tempo e ancora non mi sembra vero. E’ bello condividere questo momento tra di noi e con Stefano e Mizzio dei Cyberdecò.

Tra poco riapriamo per la seconda giornata. Tornate a trovarci!

Gorizia in affitto – preparando #Catastore

CATASTORE03_nuova versione

A prima vista Gorizia sembra una città in affitto: negozi chiusi, serrande abbassate, insegne spente, locali impolverati. Le strade sono attraversate da poche persone e un silenzio quasi costante invade lo spazio pubblico. Da tre giorni percorriamo lo stesso percorso che da Via Garibaldi ci conduce in Via Rastello, dove ha sede l’ex ferramenta Krainer, spazio in cui, a partire dal 25 Maggio, proporremo #CATASTORE, la nostra ultima installazione. Anche questo negozio è vuoto da anni, esattamente come molto altri presenti sulla via. Siamo arrivat* domenica notte e abbiamo iniziato ad allestire lo spazio riappropriandoci dei suoi antichi cassetti in legno, delle sue vetrine, dei suoi anfratti bui ma accoglienti. Abbiamo disposto luci soffuse lungo una parete che adesso accoglie reperti di vecchie e recenti catastrofi, giocato con le vetrine esponendo souvenir come se fossero pezzi unici ed introvabili; inventato una Ruota della Sfortuna che permetterà ai visitatori di vivere in prima persona la propria catastrofe attraverso un’esperienza immersiva ed invasiva sia da un punto di vista sonoro che visivo, oltre che di condividere su #Catastoregorizia i selfie dei partecipanti. Abbiamo disposto schermi e cuffie proponendo una scelta di catastrofi che vanno dalla scomparsa dei dinosauri al recente sgombero del campo profughi di Idomeni passando dalla vicenda di Alfredino Rampi al terremoto del Friuli avvenuto del 1976; aperto e riempito cassetti di tracce sonore ed immagini cartacee con l’obiettivo di stupire e far raccontare, attraverso la tecnica del collage, la propria tragedia personale. Chi lo farà, avrà la possibilità di passare dalla Cassa e ritirare un premio speciale!

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A #CATASTORE puoi vendere e comprare, guardare e scegliere, condividere e portarti a casa il tuo ricordo personale. Le catastrofi diventano la merce di scambio di un’interazione ricercata che pone al centro la tragedia stessa oltre che il rapporto che sviluppiamo con essa tramite il ricordo personale ma, soprattutto, attraverso il racconto che i media ci impongono sfruttando un’estetica ed una narrazione programmata meticolosamente.

#CATASTORE è un temporary shop tragicamente divertente: l’invito è di venirci a trovare ed essere pront* a condividere con noi una risata amara…

Siamo aperti da mercoledì 25 a domenica 29 maggio, dalle 17.00 alle 24.00.

L’entrata è libera ma non garantiamo la vostra incolumità: venite a trovarci e armatevi di cinismo!