Gorizia in affitto – preparando #Catastore

CATASTORE03_nuova versione

A prima vista Gorizia sembra una città in affitto: negozi chiusi, serrande abbassate, insegne spente, locali impolverati. Le strade sono attraversate da poche persone e un silenzio quasi costante invade lo spazio pubblico. Da tre giorni percorriamo lo stesso percorso che da Via Garibaldi ci conduce in Via Rastello, dove ha sede l’ex ferramenta Krainer, spazio in cui, a partire dal 25 Maggio, proporremo #CATASTORE, la nostra ultima installazione. Anche questo negozio è vuoto da anni, esattamente come molto altri presenti sulla via. Siamo arrivat* domenica notte e abbiamo iniziato ad allestire lo spazio riappropriandoci dei suoi antichi cassetti in legno, delle sue vetrine, dei suoi anfratti bui ma accoglienti. Abbiamo disposto luci soffuse lungo una parete che adesso accoglie reperti di vecchie e recenti catastrofi, giocato con le vetrine esponendo souvenir come se fossero pezzi unici ed introvabili; inventato una Ruota della Sfortuna che permetterà ai visitatori di vivere in prima persona la propria catastrofe attraverso un’esperienza immersiva ed invasiva sia da un punto di vista sonoro che visivo, oltre che di condividere su #Catastoregorizia i selfie dei partecipanti. Abbiamo disposto schermi e cuffie proponendo una scelta di catastrofi che vanno dalla scomparsa dei dinosauri al recente sgombero del campo profughi di Idomeni passando dalla vicenda di Alfredino Rampi al terremoto del Friuli avvenuto del 1976; aperto e riempito cassetti di tracce sonore ed immagini cartacee con l’obiettivo di stupire e far raccontare, attraverso la tecnica del collage, la propria tragedia personale. Chi lo farà, avrà la possibilità di passare dalla Cassa e ritirare un premio speciale!

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A #CATASTORE puoi vendere e comprare, guardare e scegliere, condividere e portarti a casa il tuo ricordo personale. Le catastrofi diventano la merce di scambio di un’interazione ricercata che pone al centro la tragedia stessa oltre che il rapporto che sviluppiamo con essa tramite il ricordo personale ma, soprattutto, attraverso il racconto che i media ci impongono sfruttando un’estetica ed una narrazione programmata meticolosamente.

#CATASTORE è un temporary shop tragicamente divertente: l’invito è di venirci a trovare ed essere pront* a condividere con noi una risata amara…

Siamo aperti da mercoledì 25 a domenica 29 maggio, dalle 17.00 alle 24.00.

L’entrata è libera ma non garantiamo la vostra incolumità: venite a trovarci e armatevi di cinismo!

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Prossime Avventure…

A volte è più difficile credere nei propri percorsi, soprattutto quando questi hanno a che vedere con l’arte. “Impara l’arte e mettila da parte”, ci insegnano. Ma a noi l’arte piace, ci fa sentire libere di esprimerci, ci apre a linguaggi espressivi sconosciuti, ci mette alla prova, trasforma le idee ed i ragionamenti in momenti di scambio e confronto con l’altr*. L’arte ci ispira nuove modalità di comunicazione, ci mette a confronto con la società che ci circonda, ci dà la possibilità di andare oltre a quanto sappiamo fare perché scatena una creatività che è una sfida aperta e continua. Abbiamo forse smesso di domandarci il senso ultimo dell’arte nel momento in cui il continuare a chiedercelo inibiva la nostra pratica riempiendo di dubbi il nostro pensiero; abbiamo smesso di cercare una definizione comprensiva ed assoluta della parola arte da quando abbiamo capito che la fluidità e la possibilità di “divenire altro da sé” è qualcosa che lega l’arte stessa a chi la produce, e che quindi è il processo che conta più che una sua definizione. Abbiamo smesso di avere paura di definirci “artiste” e scoperto che dietro a questa parola c’è lo spazio adatto per abbattere lo schermo che pone l’artista separato dal resto del mondo: riappropriandoci di questa identità mutante ci siamo sentite a nostro agio, immerse in una comunità straniera di persone che provano ad esprimersi secondo linguaggi e strumenti così diversi che è impossibile non riuscire a crearsi un proprio spazio vitale. Siamo artiste di ricerca che ricercano se stesse attraverso l’arte. Non possiamo smettere di essere noi stesse e per questo andiamo avanti. Altrimenti moriremmo di noia!

Tutto questo per dire che Marsala andrà avanti, e lo farà con un nuovo progetto! C’è una bella notizia che vorremmo condividere: siamo state selezionate per “In\Visible Cities / Urban Multimedia Festival”, ed anche se non è la selezione ad un festival che conferma il nostro essere artiste, l’esaltazione non ve la nascondiamo ma anzi la condividiamo con voi! La possibilità di partecipare ad un festival d’arte è una sfida nuova nella misura in cui metteremo in gioco le nostre riflessioni attraverso un’installazione interattiva più complessa di quelle con cui ci siamo confrontate fino ad oggi. In questo percorso ci accompagneranno Mizio e Stefano, cyber viaggiatori visuali e musicali con competenze specifiche e necessarie per il  buon esito dell’installazione.

Convinte che l’arte debba essere un linguaggio inclusivo attraverso cui mettersi in gioco superando quello che è già noto a noi stesse continueremo con i nostri percorsi indipendenti e sperimentali, al di là dei festival e delle inaugurazioni. Continuate a prendere parte a questo gioco oltrepassando la soglia che divide il pubblico dell’artista: nei nostri progetti c’è spazio per tutt*!

Vi aggiorneremo nei prossimi giorni sul nuovo progetto: intanto sappiate che Catastore è già tra noi!