VIDEOCOLLAGE – Estate – Camminando attraverso la notte

Per chi è pensato lo spazio pubblico?

Dopo ogni camminata notturna montiamo un piccolo video fatto un po’ come un collage, unendo pezzi: immagini, suoni, parole. Forse ne emerge una trama, seppur sottile, forse solo una sensazione. E’ una forma di restituzione personale e collettiva al tempo stesso.

Ringraziamo i compagni di viaggio di questa calda notte estiva.

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ATTRAVERSO LA NOTTE #3 – Ivan

Il 22 luglio siamo tornat* a percorrere le strade di Milano per il terzo appuntamento del progetto CAMMINANDO ATTRAVERSO LA NOTTE; per questa esplorazione siamo partit* da una domanda: “per chi è disegnato lo spazio pubblico?” e abbiamo ragionato su tutte le soggettività che ne sono escluse o marginalizzate. Come abbiamo fatto per la scorsa camminata, abbiamo chiesto a tutti i nostri compagni di viaggio di raccontare il loro punto di vista sull’esperienza. Questo è lo sguardo di Ivan. Buona visione!


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Confluiamo in uno spazio fluido, un gruppo eterogeneo di persone, caleidoscopico, ognun* può essere chi è.

Telecamere, è  pieno, il controllo è un’illusione.

La notte dei senzatetto è illuminata dalle luci della città, un’oscura luce, buia.

Corpi non normalizzati vengono proiettati lungo le strade, corpi liberi, la gente è curiosa.

Sottopassaggi, una calma apparente intorno a noi, la città riprende fiato di notte.

Il tempo è scandito dai treni, l’alba sta sorgendo.

I murales ci avvolgono, ci parlano, l’arte è a portata di tutti, di tutte.

La strada è lunga, si ricomincia a camminare, si incrociano persone, si incontrano storie, tutte diverse.

Siamo arrivat*, colazione, soddisfazione, condivisione, arrivederci, continuiamo l’esplorazione in altre terre, dentro noi stess*, continuiamo a camminare…

Attraverso la notte – Estate

La brevità di una notte.
Le ore di luce che aumentano, le strade mai del tutto vuote, i baretti che diffondono musica ad alto volume. La sensazione di non essere mai stat* del tutt* soli durante una notte di cammino in cui abbiamo riflettuto insieme sull’agibilità dei corpi, dei comportamenti e delle identità rispetto allo spazio pubblico. Anche alle primi luci dell’alba, nei pressi di Via Padova, un gruppo di ragazz* muniti di casse e birre occupavano il marciapiede per continuare una festa che non aveva senso interrompere. Ci si è incontrati così, casualmente, tra il passaggio di un treno e l’apparire del sole: sguardi, curiosità reciproca, stupore. Chi siete? Che cosa ci fate qui? E voi? Camminate? Ma perché? Brevi momenti di condivisione e di gioco per tornare sui propri passi: proseguire il cammino e continuare a ballare.

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Esplorando via Lecco

E’ stata una notte leggera, in cui il caldo ci ha fatto compagnia accompagnandoci verso una meta che abbiamo scoperto solo alla fine, riuscendo così a mantenere uno spazio di sorpresa ed improvvisazione all’interno di un itinerario che aveva invece obiettivi precisi. Ritrovarsi nel centro della rotonda di Piazzale Loreto, circondat* da una vegetazione che seppur non nasconde i palazzi che la rendono inavvicinabile, è riuscita a farci pensare di essere altrove: all’interno di un’oasi urbana in cui, per alcuni istanti, siamo esistit* solo noi, reduci camminatori notturni con la fatica nei piedi e la tenacia nello sguardo.

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Visioni notturne

Ma siamo mai veramente arrivat*?

Continueremo a camminare, da sol* ed in compagnia, per le strade di una città a tratti inospitale e a tratti sorprendente per la molteplicità di situazioni che non riesce a controllare; cammineremo ancora andando alla ricerca dell’incontro e l’inatteso, accompagnat* da un buio che non è mai buio davvero, oltre la luce dei lampioni, superando confini sottili e spostando di qualche passo i limiti a cui siamo abituat* a sottostare.
Occuperemo ancora le strade di Milano, passo dopo passo, perché restare ferm* non è nella nostra natura.

La ricerca continua.

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una festa che non aveva senso interrompere

Camminando attraverso la notte #2 – VIDEOCOLLAGE

In attesa della prossima camminata notturna, che si terrà il 22 luglio, pubblichiamo il videocollage della camminata del 9 di aprile. Durante quell’incontro abbiamo parlato di gabbie e confini dentro la città. Buona visione!

HOMEWORKS – accostando la porta…

Sabato 14 maggio e domenica 15 maggio siamo state ospiti di BAUM OFF con Homeworks. Abbiamo avuto la fortuna di abitare Maison 22 con la nostra installazione. Un breve resoconto di questa esperienza.

Maison è una casa, uno spazio da attraversare e che ti attraversa. Maison è una casa abitata quotidianamente da più persone e da più storie. Maison si trasforma continuamente. Maison ci ha accolte e ci ha dato il permesso di essere presenti come volevamo. Abbiamo invaso tutto lo spazio con Homeworks: dalle camere da letto, ai bagni al pianerottolo. I nostri segni sono andati a mischiarsi e sommarsi con i segni della casa. maison22_3Segni simili: oggetti di uso quotidiano portati da noi e opere d’arte contenute da Maison. Pensiamo che il pubblico abbia fatto una certa fatica a capire cosa fosse “installato” e cosa invece appartenesse all’ambiente. E questo ci è piaciuto. Perché ci piace stare nelle intersezioni e ci piace giocare con l’ambiguità. Ci piace giocare con il visitatore e invitarlo a farsi intervistare nella vasca da bagno: il nostro corpo e il suo che si sfiorano, una strana forma d’intimità, un semplice dialogo che diventa terapia. Anche questo è un effetto non voluto eppure cercato. Ci piace ascoltare le interpretazioni di un bambino che racconta del nostro lavoro molto più di quello che ci abbiamo messo dentro. Infine ci piace creare un momento informale d’incontro con il pubblico e per farlo abbiamo comprato cinque litri di rosè, quello buono, di Pippo, e lo abbiamo messo in cucina…

maison22_10Due giorni, quattro ore al giorno per un totale di otto ore. Sembra poco, considerate le settimane di lavoro che stanno dietro alla presentazione di un’installazione. Come se il tempo si fosse consumato rapidamente, quasi senza accorgercene, riportandoci improvvisamente al di fuori delle pareti di Maison 22. Oltre le strade che abbiamo attraversato assieme a BAUM, pronte per nuovi percorsi che ci spingono verso Gorizia. Le sensazioni, una volta smontato tutto, sono eterogenee e contrastanti: la stanchezza si mischia all’adrenalina, il silenzio è corrotto dal rimbombo dei discorsi intrattenuti con le persone incontrate, il vuoto generato dal aver tolto schermi, oggetti, suoni e immagini contrasta con il ricordo delle interazioni che quegli schermi, oggetti, suoni e immagini hanno generato. In una giornata di grandine, sole, nuvole e pioggia, il desiderio di volere di più sfuma nella consapevolezza che è stato fatto tanto. Non noi, ma tutt* le persone che hanno reso HOMEWORKS un’installazione ancora più fluida ed ancora più ricca di quanto potessimo pensare.

La concretezza, così necessaria nel momento in cui si trascorrono ore, giorni e mesi dietro ad un progetto che cresce soprattutto nella testa e nei frame, ti mette davanti ad un confronto a cui è impossibile sottrarsi: ci si mostra più come persone che come artiste, attraverso un prodotto che finito non è. La nostra ricerca continuerà abitando case e spazi che ancora non conosciamo, facendo interviste in luoghi insoliti, mettendoci necessariamente allo scoperto consapevoli che abitare può trasformarsi in un gioco itinerante di superamento di confini che si riaffermano proprio perché vogliono essere nuovamente superati.IMG_2489

Sono state otto ore intense e ricche quelle che abbiamo trascorso in compagnia di HOMEWORKS, ed anche se sembra non essere mai abbastanza – perché sarebbe potuta venire più gente, perché si poteva fare qualcosa di più, di meglio, di più accurato – la sensazione è di aver fatto un passo avanti perché è stato un passo condiviso.

Gli incontri che si sono generati dentro Maison 22 in questi due pomeriggi di metà maggio hanno arricchito la nostra ricerca, fatto emergere interpretazioni insolite, regalato nuove possibilità.

Grazie a BAUM (che non è solo Elvira!), alla spontaneità di Maria Rosa (e ai suoi suggerimenti culinari), all’ospitalità di Maison 22 che con il suo parquet rende tutto più morbido. Grazie a Piera, Nicola e Anna che hanno allestito con noi suggerendoci soluzioni inaspettate. Grazie alle\ai curios* che salendo le scale di questo palazzo sono venut* ad incontrarci, entrando così nel vivo di una ricerca che è tanto artistica quanto personale.

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Intimità è la parola che ci portiamo via.

CAMMINANDO ATTRAVERSO LA NOTTE – INVÈL

Ci siamo prese qualche giorno di pausa, ma non ci siamo dimenticati delle mappe e dei nostri camminatori. Ricominciamo alla grande con Invèl e il suo collage di mappe: riuscite a indovinare tutte le città rappresentate?

CAMMINANDO ATTRAVERSO LA NOTTE #2 – LAURA E ALESSIO

Alla fine della seconda esplorazione di CAMMINANDO ATTRAVERSO LA NOTTE abbiamo chiesto ai partecipanti di rielaborare l’esperienza giocando con una piccola mappa di Milano. Questo è la visione personale di Laura e Alessio.

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CAMMINANDO ATTRAVERSO LA NOTTE #2 – LUCA

Continuiamo la pubblicazione dei materiali prodotti dai partecipanti di CAMMINANDO ATTRAVERSO LA NOTTE #2.
Visioni di Luca.
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videodrome
Videodrome
memento butterfly
Memento butterfly
message in a bottle
message in a bottle
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CAMMINANDO ATTRAVERSO LA NOTTE#2 – una prima riflessione

Passo dopo passo, non senza fatica, la notte è trascorsa inesorabile. Da San Vittore all’ex ospedale psichiatrico Poalo Pini il viaggio è stato di solo andata e così, dopo circa sette ore, ci siamo ritrovat* al centro sociale Rimake in compagnia della luce del sole.

 

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I nostri piedi, messi a dura prova da un procedere necessario e curioso, si sono potuti prendere una pausa dopo una nottata contraddistinta da un lungo susseguirsi di vie, incontri, riflessioni, visioni e silenzi. Anche questa volta abbiamo raggiunto il nostro obiettivo: camminare insieme per tutta la notte prendendo parte ad un “esperimento di esperienza” che sposta, anche solo leggermente, la percezione di noi stess* e della città di Milano. Esplorando il tessuto urbano ci confrontiamo con ciò che già conosciamo, con quello che crediamo di conoscere, con i lati sconosciuti di questa metropoli che in qualche modo, e per diversi motivi, ci riguarda. Ne assaporiamo le molteplicità architettoniche, le vie strette come i viali solitamente trafficati, gli angoli illuminati, gli edifici sontuosi e le porte sbarrate. Incontriamo volti sconosciuti a cui non ci interessa dare un nome. Ci soffermiamo sui suoi dettagli e ci prendiamo una pausa sostando su un muretto, in un parco o nei pressi di un paninaro che nel suo accogliere indistintamente il popolo della notte rende tutti uguali e forse più vicini.

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Camminare nella notte, per tutta la notte, in compagnia di persone che lentamente si trasformano in compagne e compagni di viaggio attraverso una condivisione reciproca delle proprie biografie, avventure e storie di vita, è un momento di forte riflessione e messa in discussione di quello che è ovvio: attraverso un gesto semplice ed apparentemente banale come il camminare, sfruttiamo le ore solitamente dedicate al sonno per stare ancora un po’ con noi stess* e con ciò che ci portiamo dentro e che forse vorremmo cambiare.

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Questo IO che ci accompagna e che ancora troppo spesso crediamo solido, fermo e necessario si lacera sottilmente, si fa penetrare dall’oscurità, dalla novità, dall’inaspettato. Si riscopre un IO curioso ed attento verso ciò che lo circonda e che non conosce, pronto a mettersi in discussione allargando le maglie dell’ovvietà che lo sostengono nella sua giornaliera quotidianità. Le gabbie, le nostre gabbie personali, culturali ed identitarie si rivestono di rugiada e si sciolgono col sorgere del sole. Arrivat* a destinazione siamo ancora noi anche se siamo già qualcosa d’altro. Lo sforzo fisico effettuato, l’aver dovuto superare i momenti di fatica e l’aver proceduto senza se e senza ma verso un obiettivo che più che una meta è stata una direzione, ci ha reso più forti e determinat* di qualche ora fa. I benefici non sono immediati perché la stanchezza ci invade, ma basta svegliarsi e ripensare alle ultime ore trascorse per rendersi conto che l’esplorazione è un necessario momento di trasformazione profonda oltre che di liberazione immediata. Continueremo a giocare con lo spazio pubblico, oltre le convenzioni alla scoperta dell’ignoto.

CAMMINANDO ATTRAVERSO LA NOTTE – #2 Primavera

Con la bella stagione (si spera) torna CAMMINANDO ATTRAVERSO LA NOTTE, il progetto di esplorazione antropologica di Marsala. Cerchiamo compagn@ di viaggio!

 

CAMMINANDO ATTRAVERSO LA NOTTE
Esplorazione collettiva ai confini del giorno

#2 PRIMAVERA

VENERDI 8 APRILE 2016

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Il percorso dell’esplorazione primaverile, in parte pianificato e in parte aperto alla libera iniziativa del gruppo, ruota attorno al tema delle gabbie e dei confini, sia reali che simbolici. Edifici tangibili che contribuiscono a definire l’identità della città attraverso architetture che escludono, isolano e violentano, ma anche comportamenti individuali in cui rinchiudersi dando le spalle a ciò che è fuori, inatteso, sconosciuto. Attraverso questa camminata vogliamo riflettere collettivamente sul significato e sul ruolo che hanno alcune strutture all’interno del contesto urbano in cui viviamo, sul rapporto che come cittadini vi sviluppiamo, sulla loro presenza all’interno della nostra quotidianità. Vogliamo inoltre confrontarci con le nostre gabbie interiori, intese come “schemi” che contribuiscono a creare identità rigide, comportamenti standardizzati, comunità chiuse caratterizzate dalla ricerca di una libertà che può trasformarsi in volontà ossessiva di sicurezza e controllo sociale attraverso l’esclusione della diversità.

Si parte dal carcere di San Vittore per arrivare all’ex-ospedale psichiatrico Paolo Pini passando per la Stazione Centrale.

MAPPA

percorso


 

PROGRAMMA 

ore 19.00 | Mercato Lorenteggio (via Lorenteggio 177)
ci presentiamo e ci conosciamo!

21.00 | Cena popolare 

22.00 | Introduzione alla camminata
dalla teoria alla pratica, tra spunti letterari e creatività ci si prepara a partire

ore 23.00 | Partenza con tram 14 direzione Sant’Agostino

ore 00.00 | Arrivo al Carcere San Vittore

approfondimento e considerazioni

ore 02.30 | Sosta presso Stazione Centrale

approfondimento, ci rifocilliamo al caldo ed elaboriamo

ore 06.00 | Arrivo al Paolo Pini (via Ippocrate 45)

colazione e condivisione dei materiali, in vista della restituzione pubblica

08.00 | Saluti, baci e buonanotte!


 

PER INFORMAZIONI e ISCRIZIONI (max 15 partecipanti)

Inviaci una mail ENTRO IL 01\04 a: marsala@canaglie.org

Con: nome, cognome, numero di telefono

Oggetto: iscrizione “Camminata Notturna”

Costo iscrizione: 15 euro (compreso di cena e materiale cartaceo)


 

PROGETTO

4 stagioni

4 camminate notturne

1 metropoli

1 ricerca antropologica e visuale di gruppo

un progetto a cura di Marsala

in collaborazione con Associazione Dynamoscopio e Mercato Lorenteggio

Quattro camminate stagionali, notturne e di gruppo attraverso alcune aree di Milano, con l’obiettivo di individuare, scavalcare e documentare i confini che segnano i volti di questa metropoli: confini urbani e sociali, confini del tempo e nello spazio, che tuttavia si ridefiniscono ogni volta proprio sul confine fra la notte e il giorno.

Un viaggio nella notte alla scoperta di quello che rimane della vita diurna. Di notte perché possiamo riappropriarci di spazi che attraversiamo alla luce del giorno. Di notte perché la città appare diversa, svuotata, silenziosa, ferma ma viva di un popolo invisibile. Di notte perché le serrande sono abbassate e tuttavia il senso dei luoghi non si spegne con esse. Di notte perché il vuoto si può riempire di sogni, di immagini, di voci. La città può finalmente diventare un terreno incolto, capace di accogliere ciò che solitamente nega. Di notte perché fa un po’ paura.

Vogliamo documentare questa esperienza non convenzionale con strumenti audiovisivi e appunti etnografici. Vi invitiamo a portare macchine fotografiche, videocamere, cellulari, registratori audio, quaderni, matite, fogli di carta e quant’altro possa stimolare la creatività. Una proposta di narrazione multimediale collettiva che riporti il senso soggettivo e collettivo degli incontri e delle riflessioni che le camminate notturne scateneranno in ciascuno di noi.

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