ATTRAVERSO LA NOTTE #7 -Elisa-

IL RACCONTO di ELISA tra DESIDERI e STORIE di VITA

COME TI PIACE VIVERE LA NOTTE?

In tanti modi…con gli amici, parlare, incontrare nuova gente, vedere posti nuovi, ballare…a casa nella mia stanza, leggendo un libri.

COSA VORRESTI FARE DI NOTTE E NON HAI MAI POTUTO?

Arrampicarmi su un albero, dormire con una tenda in un parco. Correre lungo una via, velocissima. Utilizzare quelle pompe che usano quelli dell’ANSA per pulire le strade. Entrare in una casa e dormire comoda. Cantare a voce altissima e mettere la musica a palla.

Fare la doccia!

Ballare su una rotonda.

I SEGNI DELL’UMANO CHE NELLA NOTTE RACCONTANO STORIE DI VITA

Tappeti sul marciapiede fuori da un negozio etnico, sacchetto di vestiti, un barattolo di marmellata, macchine, un furgoncino blu, dentro un piccolo teatro una rosa secca, libri accatastati, un pezzo di straccio, una scala tipo quella da imbianchino, ufficio grande illuminato, tutto illuminato, vestiti appesi ad un attaccapanni e sulle sedie delle borse appese.

Come vetrina.

Teatro con dentro un parco giochi, un biscotto (ne è rimasto proprio un morso), una redbull, un giornale.

I lavori di notte, quelli che puliscono le strade, li senti da lontano che fanno rumore.

L’autista di un autobus fermo nel parcheggio ed i ponteggi per i cestini. Mucchi di cartoni ed i cartoni della pizza. Una bici posteggiata.

Ma dove sono tutti?

Due signore su una panchina. Il muro bianco con scritto “Basta sgomberi uniti si vince”. Dietro un cantiere illuminato a giorno si vedono delle ruspe. Scuola di italiano per stranieri su un cestino dell’immondizia.

“Qui si giunge per ritrovare casa. Qui si parte per andare altrove”.

Su un cancello “…e quindi uscimmo a rivedere le stelle”.

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COLLAGE OLTRE LA NOTTE

Il 21 ottobre 2016, all’interno del progetto “Camminando attraverso la notte” – laboratorio di esplorazione collettiva sviluppatosi a Milano ad ogni cambio di stagione – abbiamo realizzato dei collage ispirandoci all’input “Una notte in città”.
Tutti i partecipanti alla camminata notturna si sono così cimentati con la tecnica del collage: tra ritagli di immagini e parole ci si è messi in gioco narrando momenti ed esperienze legate ad una notte passata trascorsa in città.

Di seguito sono riportati i collage dei partecipanti.
A voi tutto il piacere di interpretarli!

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Una narrazione che procede per frammenti, è così che ci piace immaginare la tecnica del collage. Una giustapposizione equilibrata di elementi: immagini, colori, parole, figure, sillabe, forme. Una narrazione che rimanda alle diverse parti che ci costituiscono ed allo stesso tempo alle molteplici interpretazioni che diamo alle nostre esperienze.

Il frammento implica una scelta precisa. O meglio, delle scelte. E’ un’operazione delicata attraverso cui si racconta e si evoca, in cui si visualizza e si gioca con l’enigma, il non detto, il rimando a…Il frammento non è per forza una metonimia, una parte per il tutto né rappresenta l’infinita particella di un’ipotetica unità: semplicemente è. Il significato lo si ritrova nella comunicazione con gli atri elementi con cui dialoga attraverso richiami, giustapposizioni, negazioni, contrappunti, inclusioni, estensioni ed astrazioni.

Reale ed irreale si mischiano e si confondono sfumando il confine tra il reale stesso e la sua rappresentazione: prelievi di realtà vanno a costituire immagini inedite ma non completamente “innocenti” in quanto “messe a bagno con l’umanità” (vedi Diane Waldman in “Collage, Assemblage, and the Found Object, NYC, Harry N. Abrams, 1992”).

Intrisi di vissuto, i collage hanno il sapore del tempo e della lentezza: inchiodano lo sguardo ad una lettura meticolosa e diversificata che necessariamente deve prendersi il tempo per immaginare, lasciarsi suggestionare, interpretare senza necessariamente arrivare ad una comprensione unitaria.

Il desiderio di ri\evocare sfida la volontà di comprendere innescando un meccanismo di contaminazione-fusione-confusione inebriante e dirompente.

A chi guarda, “non resta” che lasciarsi trasportare oltre i confini della razionalità…e allora, che l’immersione sia lieve.