HOMEWORKS – accostando la porta…

Sabato 14 maggio e domenica 15 maggio siamo state ospiti di BAUM OFF con Homeworks. Abbiamo avuto la fortuna di abitare Maison 22 con la nostra installazione. Un breve resoconto di questa esperienza.

Maison è una casa, uno spazio da attraversare e che ti attraversa. Maison è una casa abitata quotidianamente da più persone e da più storie. Maison si trasforma continuamente. Maison ci ha accolte e ci ha dato il permesso di essere presenti come volevamo. Abbiamo invaso tutto lo spazio con Homeworks: dalle camere da letto, ai bagni al pianerottolo. I nostri segni sono andati a mischiarsi e sommarsi con i segni della casa. maison22_3Segni simili: oggetti di uso quotidiano portati da noi e opere d’arte contenute da Maison. Pensiamo che il pubblico abbia fatto una certa fatica a capire cosa fosse “installato” e cosa invece appartenesse all’ambiente. E questo ci è piaciuto. Perché ci piace stare nelle intersezioni e ci piace giocare con l’ambiguità. Ci piace giocare con il visitatore e invitarlo a farsi intervistare nella vasca da bagno: il nostro corpo e il suo che si sfiorano, una strana forma d’intimità, un semplice dialogo che diventa terapia. Anche questo è un effetto non voluto eppure cercato. Ci piace ascoltare le interpretazioni di un bambino che racconta del nostro lavoro molto più di quello che ci abbiamo messo dentro. Infine ci piace creare un momento informale d’incontro con il pubblico e per farlo abbiamo comprato cinque litri di rosè, quello buono, di Pippo, e lo abbiamo messo in cucina…

maison22_10Due giorni, quattro ore al giorno per un totale di otto ore. Sembra poco, considerate le settimane di lavoro che stanno dietro alla presentazione di un’installazione. Come se il tempo si fosse consumato rapidamente, quasi senza accorgercene, riportandoci improvvisamente al di fuori delle pareti di Maison 22. Oltre le strade che abbiamo attraversato assieme a BAUM, pronte per nuovi percorsi che ci spingono verso Gorizia. Le sensazioni, una volta smontato tutto, sono eterogenee e contrastanti: la stanchezza si mischia all’adrenalina, il silenzio è corrotto dal rimbombo dei discorsi intrattenuti con le persone incontrate, il vuoto generato dal aver tolto schermi, oggetti, suoni e immagini contrasta con il ricordo delle interazioni che quegli schermi, oggetti, suoni e immagini hanno generato. In una giornata di grandine, sole, nuvole e pioggia, il desiderio di volere di più sfuma nella consapevolezza che è stato fatto tanto. Non noi, ma tutt* le persone che hanno reso HOMEWORKS un’installazione ancora più fluida ed ancora più ricca di quanto potessimo pensare.

La concretezza, così necessaria nel momento in cui si trascorrono ore, giorni e mesi dietro ad un progetto che cresce soprattutto nella testa e nei frame, ti mette davanti ad un confronto a cui è impossibile sottrarsi: ci si mostra più come persone che come artiste, attraverso un prodotto che finito non è. La nostra ricerca continuerà abitando case e spazi che ancora non conosciamo, facendo interviste in luoghi insoliti, mettendoci necessariamente allo scoperto consapevoli che abitare può trasformarsi in un gioco itinerante di superamento di confini che si riaffermano proprio perché vogliono essere nuovamente superati.IMG_2489

Sono state otto ore intense e ricche quelle che abbiamo trascorso in compagnia di HOMEWORKS, ed anche se sembra non essere mai abbastanza – perché sarebbe potuta venire più gente, perché si poteva fare qualcosa di più, di meglio, di più accurato – la sensazione è di aver fatto un passo avanti perché è stato un passo condiviso.

Gli incontri che si sono generati dentro Maison 22 in questi due pomeriggi di metà maggio hanno arricchito la nostra ricerca, fatto emergere interpretazioni insolite, regalato nuove possibilità.

Grazie a BAUM (che non è solo Elvira!), alla spontaneità di Maria Rosa (e ai suoi suggerimenti culinari), all’ospitalità di Maison 22 che con il suo parquet rende tutto più morbido. Grazie a Piera, Nicola e Anna che hanno allestito con noi suggerendoci soluzioni inaspettate. Grazie alle\ai curios* che salendo le scale di questo palazzo sono venut* ad incontrarci, entrando così nel vivo di una ricerca che è tanto artistica quanto personale.

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Intimità è la parola che ci portiamo via.

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ABITARE BAUM

L’INSTALLAZIONE “HOMEWORKS”
al FESTIVAL DELLE ARTI URBANE IN MOVIMENTO

Cattura

A Bologna, dal 13 al 15 Maggio, si svolgerà “BAUM. Festival delle arti urbane in movimento. Alla sua seconda edizione il festival propone una serie di appuntamenti che mettono al centro il quartiere bolognina e le relazioni politiche, sociali, economiche e culturali che lo attraversano. Come ci dicono gli organizzatori, “ciò che vogliamo fare è un’opera di messa a nudo attraverso cui mostrare, intersecandole, le esperienze che attraversano un luogo, i punti di vista – grandi, piccoli e impercettibili – che hanno il potere di tessere trame e tele, pazienti e resistenti”.

Caratterizzato da una forte volontà di inclusione e dal desiderio di mettere in relazione persone, gruppi e luoghi il festival mette al centro il quartiere bolognina, periferia che nel corso degli anni ha subito sia un forte processo di “riqualificazione urbana” che si è tradotto in un inutile processo di gentrification ancora in corso, sia una narrazione mediatica che ha posto la micro-criminalità ed il bisogno di sicurezza come obiettivi principali da combattere e raggiungere da parte dell’amministrazione comunale. Riprendendo ancora una volta alcune parole degli organizzatori, la scelta di questo quartiere nasce anche dalla volontà di riappropriarsi della bolognina “…perché la Bolognina non è bidimensionale, ma è uno spazio “di frontiera”, dove l’attraversamento è un processo quotidiano, per qualcuno inconsapevole e privilegiato, per qualcun altro conflittuale e difficile, mediato dall’apparenza.”

Come progetto Marsala abbiamo accolto con entusiasmo l’idea di presentare Homeworks – Installazione fluida sull’abitare contemporaneo – per una serie di motivi. In quanto ricercatrici e sperimentatrici visuali, riteniamo che le narrazioni – siano queste di un luogo, di un’identità, di un momento storico – siano un momento centrale di riposizionamento del proprio punto di vista, delle proprie certezze, del proprio percorso. Non amiamo la staticità e crediamo che attraverso l’incontro e la partecipazione ad un evento collettivo possiamo sia mostrare chi siamo sia modificare questo chi siamo in base a chi, volta per volta, ci troveremo davanti, portando avanti un processo di creazione artistica partecipata che è un obiettivo fondamentale della nostra ricerca audiovisiva.

Inoltre, sentiamo che le riflessioni portate avanti attraverso il festival rispetto al tema dell’abitare un quartiere ed un territorio unite alla messa in discussione del confine che separa ciò che è pubblico da ciò che è privato, sono compatibili con l’installazione che andremo a presentare presso Maison Ventidue il 14 ed il 15 Maggio.

Homeworks” è un’installazione che problematizza il tema dell’abitare contemporaneo proponendo un percorso multimediale relativo al significato che ha la casa oggi all’interno della nostra società. Casa come contenitore di oggetti eterogenei che ci riguardano, che parlano di noi e del nostro complesso rapporto con il mondo e le persone che lo abitano. Obiettivo da raggiungere, proprietà da possedere. La sacralità che la casa riveste oggi ci ha spinte ad interrogarci rispetto alle leggi che regolano i nostri modi di viverla, sulle possibili forme dell’abitare, sulle consuetudini che ci portiamo dentro. Il tentativo è quello di allargare il termine casa mettendone in discussione gli stereotipi e le aspettative che influenzano il nostro punto di vista ed i nostri desideri rispetto ad essa. Abitare, quindi, diventa un processo allargato che ha come scopo il prendere parte ad una comunità più che ad una famiglia, ad un territorio più che ad uno spazio privato a porte chiuse.

Homeworks” si presenta come un contenitore fluido perché l’abitare è un movimento costante di entrata ed uscita da noi, di superamento e successiva riaffermazione di confini, di attraversamento di soglie che mischiano il pubblico con il privato, l’intimo con il riflesso.

Ringraziamo quindi le amiche e gli amici di BAUM per questa nuova collaborazione, Maison Ventidue per l’accoglienza e la disponibilità dimostrata verso il nostro progetto e tutt*coloro che decideranno di contribuire alla nostra ricerca sull’abitare passando a trovarci il 14 ed il 15 Maggio in Via Indipendenza 22.

Homeworks” è un possibile punto di partenza: l’obiettivo è la scoperta della contraddizione ed il superamento della norma. Ci piacerebbe farlo anche con voi.